L altra famiglia Jodi Picoult RecensioniTITOLO: L’altra famiglia
AUTORE: Jodi Picoult
CASA EDITRICE: Corbaccio
PAGINE: 464
PREZZO DI COPERTINA: 18,60 €

TRAMA:

Zoe Baxter per dieci anni ha cercato disperatamente di avere un figlio e finalmente il sogno suo e del marito Max sembra diventare realtà: ormai è al settimo mese di gravidanza. Ma il sogno è destinato a tramutarsi in un incubo. Anche questa volta Zoe non riesce a portare a termine la gravidanza e il suo matrimonio non regge di fronte a questo ennesimo, grande dolore. Zoe si rifugia nella sua professione, di musicoterapeuta e insieme alla collega Vanessa cerca di aiutare un’adolescente che ha tentato il suicidio. Fra le due nasce un’amicizia profonda che, con grande sorpresa di Zoe, si trasforma in amore. Al punto che Zoe spera di poter costruire una nuova famiglia e di avere con Vanessa quel figlio tanto desiderato, grazie agli embrioni conservati da lei e Max in una banca del seme. Ma Max si oppone con tutte le sue forze all’idea che Zoe possa avere un figlio, che lui rivendica anche come suo, insieme a un’altra donna. Il caso finisce in tribunale, dove si scontreranno non solo Zoe e Max, ma anche due concezioni diverse e opposte della famiglia, e dove i sentimenti più profondi e radicati di ciascuno verranno alla luce, fino all’inatteso e sorprendente finale.

RECENSIONE:

“L’altra famiglia” è un romanzo che affronta uno dei principali problemi sociali dei nostri tempi, ossia l’omofobia, presente purtroppo non solo su un piano sociale, ma anche giuridico/normativo. La storia è raccontata dai punti di vista dei tre personaggi: Zoe, Vanessa e Max, che si alternano nel corso della narrazione.

Zoe è una donna dalle mille qualità. Innanzitutto è una donna comprensiva, sensibile, gentile e dolce, ma anche determinata, sicura delle sue idee, una donna moderna. Il suo più grande desiderio è quello di diventare madre, ma sia lei sia il marito Max soffrono di problemi di sterilità. Ricorrono alla fecondazione in vitro, ma tutti i tentativi sono destinati al fallimento, fino ad arrivare alla nascita di un bambino morto. A seguito di questo episodio Max decide di chiedere il divorzio. É in questo momento di profonda tristezza che Zoe approfondisce la conoscenza con una sua collega, Vanessa. Le due inizialmente diventano amiche, ma poi il loro rapporto sfocia in qualcosa di diverso. Decidono di sposarsi, in uno Stato diverso da quello dove vivono, nel quale il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è ancora ammesso. Il secondo grande passo è quello di avere un bambino e decidono di usare i tre embrioni congelati, ancora inutilizzati, per poter avere un bambino loro, che sia legato geneticamente a Zoe.

Max dopo il divorzio diventa un uomo di chiesa. Un uomo particolarmente devoto e si inserisce perfettamente nella comunità ecclesiastica. Cosi inizia a vedere nell’omosessualità di Zoe un peccato e non vuole condannare i tre embrioni, potenziali bambini, a vivere senza una vera famiglia. Non ho odiato il personaggio di Max, ma piuttosto penso che sia un personaggio che fa un po’ di tenerezza. É una persona debole, che trova nella chiesa un conforto. In un primo momento questo cambiamento lo assorbe completamente e sembra aver perso la sua identità. Non è più Max, ma è solo un fedele devoto alla sua chiesa, fino all’eccesso. Nonostante tutti questi elementi, ho comunque apprezzato il personaggio perchè continuamente sembra intravedersi l’umanità di Max e ciò che resta dell’amore provato per la sua ex moglie. Si vede come a volte in lui emergono dei dubbi ed è per questa ragione che, nonostante una fase di smarrimento, la figura di Max mi è piaciuta.

Trovo invece che sia meno incisivo il personaggio di Vanessa, meno interessante rispetto agli altri due.

Ho amato come la scrittrice ha descritto l’innamoramento di Zoe e Vanessa. Avviene tutto in modo assolutamente naturale. Sottolineo naturale non perchè io ritenga che l’omosessualità non lo sia. Tutt’altro. Lo evidenzio perchè Zoe ha sempre vissuto ritenendosi esclusivamente eterosessuale, quindi poteva essere comprensibile che, da parte sua, si avesse un’iniziale smarrimento davanti a sentimenti cosi forti nei confronti di una donna. Invece Zoe non resta troppo sconvolta da tutto ciò.

Non si tratta di un romanzo rosa, ma il fulcro è la vicenda giuridica che nascerà per l’affidamento degli embrioni. Ho trovato il tema estremamente interessante. A me il romanzo è piaciuto moltissimo e mi sento assolutamente di consigliarlo. Romanzo scorrevole e con qualche punto di suspense, ma soprattutto con molti spunti di riflessione. Finale a sorpresa.

VOTO
8,5/10

CITAZIONI

“Ogni vita ha una colonna sonora.”

“Ricordo che mia madre mi diceva che quando era bambina e andava alla scuola cattolica le suore la bacchettavano sempre sulla mano sinistra perchè la usava per scrivere. Ai nostri giorni, se un’insegnante lo facesse, probabilmente verrebbe arrestata per maltrattamento di minori. L’ottimista che è in me vuole credere che la sessualità finirà per diventare come la scrittura: non ci sono un modo giusto e un modo sbagliato per praticarla. Siamo cablati in modo diverso. Vale anche la pena di notare che quando s’incontra qualcuno, non ci si prende mai il disturbo di chiedere se è destrorso o mancino. Alla fin fine, importa davvero a qualcuno, oltre alla persona che tiene in mano la penna?”

“Con gli occhi chiusi, con ogni parola come una pennellata, canto quel genere di preghiera che la gente formula quando non sa se c’è un dio. Spero, per Lucy. Per me e Vanessa. Per tutti i disadattati del mondo che non necessariamente vogliono adattarvisi. É solo che non vogliamo nemmeno avere sempre noi la colpa.”

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